Chianti classico Gran Selezione DOCG Sor Bruno 2015 Il Cellese

Chianti classico Gran Selezione DOCG Sor Bruno 2015 Il Cellese

Federico Barbieri @papilloninvigna

 

Come l’ho conosciuto

Da sempre credo nei sogni.

Credo che il percorso che dobbiamo intraprendere per realizzarlo sia esso stesso parte integrante del sogno. Le fatiche, le delusioni, le rinunce, le cadute sono tutte emozioni che fanno sì che il sogno diventi più prezioso e più inaspettato quando si concretizza. Questo mio pensiero è stato parte della condivisione dell’esperienza vissuta con Sergio nell’atrio della Villa Maltraverso, anticamera della cantina dove riposano i suoi preziosi vini.

Descrizione della cantina

Quest’ultima è composta da tre tunnel in tufo risalenti alla seconda guerra mondiale.

Ma ritorniamo alla condivisione iniziale, Sergio torna in Italia nell’azienda della zia a Castellina in Chianti dopo aver trascorso l’adolescenza in Spagna. Qui un sogno e un obbiettivo iniziano a prendere forma: creare un vino che rispecchi al meglio il suo terroir e le grandi potenzialità di invecchiamento che il Sangiovese può avere. Nel 2001 dopo la divisione dell’azienda di famiglia inizia questo percorso che arriva nel 2019 al riconoscimento di Sor Bruno 2014 tra i migliori 50 vini di Italia da parte del BIWA.

Un vino magnifico, che dona profumi di frutti di bosco maturi, amarena e mora. Note di sottobosco cedono il passo a delicate viole di campo. Un sentore balsamico in chiusura si accompagna alle spezie quali vaniglia, cacao e liquirizia. Al palato è potente e vigoroso, caldo e morbido come un broccato di seta. I sentori precedentemente percepiti al naso di frutta rossa si ritrovano piacevolmente nel calice, così come la freschezza dei fiori. Una persistenza innegabile si accompagna a un tannino presente ma vellutato e gestito egregiamente dagli anni passati in botti di rovere francese. Sicuramente indicato con una fiorentina al sangue alta quattro dita, io lo preferisco con un piatto che ha più struttura come un peposo: uno spezzatino di cappello del prete tipico delle periferie fiorentine.

Perché mi piace

Questo vino è uno dei miei vini del cuore perché ogni singolo sorso mi parla della terra magnifica da cui proviene, portando con sé tutta la morbidezza delle colline toscane che tanto amo e tutto il calore dei sogni che ho e che vorrei realizzare.